Il paesaggio è senza dubbio uno dei temi più interessanti da svolgere con l’acquerello nonostante le difficoltà rispetto alle altre tecniche - come la natura morta ad esempio per l’estremo rigore delle proporzioni e della composizione - permette una maggiore libertà nella tecnica e nei colori.
Spesso osservando un paesaggio da ritrarre ci appare bellissimo, perfetto ci da emozioni mentre riprodotto non dà lo stesso effetto ed è meno emozionale quindi è opportuno lavorarci sopra riequilibrando, se è necessario anche eliminando, o aggiungendo, alcuni elementi per ricreare un’immagine equilibrata.
In primo luogo si disegnano gli elementi più importanti del paesaggio con diversi gradi di precisione.
Cominciate a dipingere la parte superiore con tratti di lavatura blu, quando la zona del cielo si sta per asciugare nella linea dell’orizzonte si aggiunge un rosso carminio con il blu, oppure un blu con il marrone e si prepara lo sfondo. Una volta asciugato si esegue una lavatura su tutta la zona corrispondente al terreno, le pennellate devono essere lunghe e devono suggerire la prospettiva del terreno.
Una volta abbozzato il tutto si passa ai particolari e quindi la zona più vicina si dipinge su fondo asciutto con colori caldi e definiti anche nei particolari, - dipingendo un elemento in primo piano avremo a colpo d’occhio la sensazione della distanza che lo separa da quelli che si trovano nei piani successivi o comunque più lontani, ci deve essere un elemento che attiri il nostro sguardo, che assuma il ruolo principale del quadro - seguito da forme e colori più freddi e più sfogati dovuti alla frapposizione atmosferica, fino a raggiungere l’orizzonte dove sarà completamente sfogato. Nella pittura ad acquerello si devono stendere i colori secondo un ordine, si dipingono prima i toni più chiari e sopra quelli più scuri, quando si vuole dipingere con colori puri senza che si fondano con i precedenti è importante rispettare i tempi di asciugatura.
Il lavoro che rimane mira ad aumentare i contrasti del paesaggio.
Simmetria ordinata corrispondenza di forma o di posizione fra le parti di un oggetto o fra gli elementi di un assetto, equilibrio armonico fra le varie parti.
Asimmetria mancanza di corrispondenza o di proporzioni fra due o più parti di una stessa configurazione o distribuzione, mancanza di proporzione.
Nella composizione di un quadro si può cambiare la simmetria con l’asimmetria cambiando la posizione del modello, come la si desidera, oltre alla distribuzione dei volumi, anche con l’equilibrio tra gradazioni di colori, un consiglio è sempre più interessante evitare la vista frontale e quindi optando per l’asimmetria che con la disposizione di tre quarti delle forme fornisce profondità e un angolo visivo più espressivo.
Controllando la fusione dei toni si otterrà un giusto effetto di volume. Un fattore non trascurabile è il grado di umidità del colore che insieme all’esperienza dell’autore determinerà un adeguato controllo della fusione. Quindi è necessario non aver fretta e dar modo che il chiaro scuro di un colore sull’altro si possa fondere autonomamente, altrimenti possiamo intervenire accompagnando il processo con un pennello, dosando il grado di umidità. Questa tecnica si può applicare a tutti gli oggetti e con tutti i colori, dipingendo sempre tonalità chiare e dopo quelle più scure, e precisamente prima un colore molto trasparente e su questo un tono più scuro posandoli delicatamente via via con tonalità sempre più intense. Per ottenere ciò senza perdere il controllo del mezzo pittorico è necessario la pratica e la costanza. Certamente agli inizi si è sempre un tantino rigidi quando si dipinge proprio perché non si è ancora assimilato quella esperienza indispensabile che ci permette di lavorare con più disinvoltura.
Date priorità a pigmenti chiari, trasparenti, che ci aiutino a raggiungere il nostro obbiettivo, e cioè quella luminosità indispensabile affinchè il lavoro non si appesantisca. Desideriamo acquerelli con sfumature molto leggere, fate in modo di fare molta attenzione alla quantità di colore da raccogliere sul pennello, mescolando i colori sulla tavolozza prima di stenderli, trascurando nella maggior parte dei casi i particolari, dando priorità alle sfumature e alle zone di luce.
In ultima analisi posso dire che la nostra ispirazione ed il soggetto da dipingere sono importanti, certamente, ma ancora più importante per il risultato finale, è lo stato d’animo che abbiamo in quel momento.
Per la carta ha la sua importanza, la grammatura, che è il peso della carta in grammi per metro quadrato, e la grana, che fa riferimento alla rugosità.
La sua consistenza dipende dalla colla presente nella carta che potrebbe determinare l’assorbimento del colore, si possono trovare carte a fogli grandi che poi si possono tagliare a nostro piacimento, o in blocchi incollati alle estremità per evitare di farla increspare quando si bagna.
Ci sono carte fabbricate a mano molto pregiate che si usano per lavori particolari.
Il diverso grado di rugosità consente effetti differenti.
La carta fine: La carta fine non è molto adatta per l’acquerello in quando non avendo rugosità il colore non viene trattenuto sulla superficie e scivola via creando delle scolature.
La carta a grana media: La carta a grana media forse è quella più comune e per la sua struttura è buona per ogni genere di lavoro. Per quanto riguarda il peso e lo spessore non deve essere inferiore a 300 grammi.
La carta a grana grossa: La carta a grana grossa è senza alcun dubbio quella più interessante si produce ad alta grammatura in modo artigianale, ne esistono vari tipi ed essendo di qualità alta viene riservata per lavori speciali.
Per cominciare con una matita tracciamo le forme più importanti, poi si passa una velatura leggera con dei colori trasparenti su tutta la superficie del foglio, dopodichè con decisione si cominciano ad evidenziare con colori più scuri le forme tracciate. Teniamo a mente il gioco del chiaro scuro o della provenienza della luce in quanto se la luce colpisce frontalmente un oggetto, tende ad appiattire le forme, ed è quindi preferibile nel posizionare gli oggetti fare in modo che la luce li colpisca lateralmente, questo contribuirà a dare alle forme volume con particolari valori tonali, il senso della pennellata deve seguire la forma dell’oggetto, trascinando e unendo il colore già sfumato, per evidenziarne ancora di più la parte in luce si può anche passare il pennello umido e pulito dalla parte più luminosa dell’oggetto asportandone il colore in eccesso.
La gradazione dei colori si ottiene progressivamente con toni più scuri dello stesso colore. Aumentando il contrasto delle ombre, i riflessi appariranno più marcati e il volume più tangibile. Per concludere sullo sfondo colorato precedentemente con un leggero strato di colore si possono creare intorno agli oggetti delle velature trasparenti come delle ombre proiettate che danno profondità e fanno emergere le forme, o tratteggiare con linee discontinue gli oggetti in questione lasciando che le forme leghino tra loro dando movimento e respiro a tutto l’insieme.
E’ importante comporre una natura morta in modo che ogni cosa contribuisca a creare il disegno nell’insieme, ed ogni cosa è posizionata in modo da portare lo sguardo in una visione completa.
Ricordate che gli spazi sono importanti come se fossero oggetti e sono parte integrante nel suo complesso.
Troppo spesso le decisioni compositive vengono prese senza avere valutato tutte le altre possibilità e questo è sbagliato perchè il dipinto apparirà privo di interesse . Sperimentate punti di vista alternativi, è l’unicità del vostro punto di vista che costituirà l’interesse del dipinto.
Bagnando la carta prima di lavorare è più facile fare le sfumature anche se è più difficile dominare il colore.
La lavatura sfumata è semplice: si tratta di prendere un colore con il pennello umido e posarlo sulla carta e poi stendendolo con altra acqua per sfumarlo, ripetendo l’operazione il colore diventa sempre più trasparente fino a fondersi con il bianco della carta .
Si può utilizzare questa tecnica anche per dare profondità al disegno come accennavamo precedentemente con il chiaro scuro.
Queste operazioni si possono attuare sia su carta bagnata o con fondo a secco, i risultati saranno molto diversi tra loro, aggiungendo meno acqua meno brillante sarà il colore.
L’utilizzo di questa tecnica ci permette di ottenere diversi toni con un solo colore a seconda della quantità di acqua che useremo in aggiunta, ricordando di non usare il colore direttamente dal tubetto, potrebbe rivelarsi troppo denso e otterremo un tono opaco non in linea con questo tipo di tecnica. E’ consigliabile lavorare su un fondo umido non esagerando con il colore.
Quindi raccogliamo il colore e poniamolo in uno scomparto aggiungiamo qualche goccia di acqua per diluirlo ( personalmente uso per praticità un contagocce) poi si posa il colore sulla zona da trattare e si sfuma, quanto più lo si estende più il colore si schiarirà ulteriormente.
Anche in questo caso la grana insieme alla qualità della carta ha la sua importanza, per conoscerne le caratteristiche è consigliabile a mio parere usare carte diverse, e poi scegliere il tipo più adatto alle nostre esigenze.
Per capire che cosa ciò significhi per il pittore, basterà dire che egli realizza la sua opera mediante il colore,che il colore è il suo specifico mezzo d’espressione.
I colori ad acquerello si trovano sia a tubetto e sono molto pratici perchè si sciolgono bene e sono indicati anche per gli acquerelli di grandi dimensioni. Oppure a pastiglie e vanno bene per gli acquerelli di piccole dimensioni e sono molto comodi per gli esterni, consentendo una applicazione rapida ed efficace.
Nell’acquistare gli acquerelli scegliete prodotti di qualità. I colori all’acquerello sono composti da pigmenti colorati (minerali, organici o sintetici) come tutti gli altri colori, acqua distillata, gomma arabica e glicerina. La gomma arabica fa aderire il colore sulla carta, la glicerina ritarda l’ essiccamento. Il numero dei colori può essere infinito perché miscelandoli si possono ottenere infinite tonalità.
I colori primari o fondamentali sono: il rosso, il giallo e il blu ( primari così denominati perché non si possono ottenere mescolando altri colori) .
Unendo due colori primari si ottiene un colore secondario o complementare e la purezza dipenderà dalle proporzioni dei colori che lo compongono.
I complementari se mescolati tra loro danno il bistrò utile per rappresentare le ombre.
Se mescolati in parti uguali i colori complementari si neutralizzano ottenendo tonalità grigie, variando le quantità si possono avere una gamma di colori molto vasta.
Non usare mai più di due colori altrimenti otterrete colori opachi e torbidi.
Unendo i blu e i gialli si ottengono i verdi, con il giallo ed il rosso si ottiene l’arancio, con il rosso e il blu si ha il viola, unendo due colori opposti si ottengono i grigi.
I colori caldi sono i rossi i gialli e i magenta e le loro combinazioni, ed hanno la prerogativa di avanzare .
I colori freddi sono i blu, i violetti e i verdi e sembrano allontanarsi.
Colori vicini e colori lontani: tutto quello che è in primo piano sono sempre più nitidi cosi in ordine di vicinanza da maggiore a minore può essere: giallo, arancione, rosso, carminio ed una distribuzione da maggiore a minore distanza può essere: verde, azzurro, violetto e grigio.
Per realizzare il bistrò si mescola terra d’ombra bruciata ed il blu oltremare in parti uguali,oppure il rosso carminio e verde.
Il bianco nell’acquerello come colore non esiste fisicamente in quanto si usa il bianco della carta, ma rimane uno dei colori più importanti e quasi sempre presente.
Combinazione delle tecniche bagnato e asciutto: Le due tecniche si possono usare entrambe contemporaneamente senza problemi sfruttando al massimo le proprie caratteristiche.
Gli effetti di fusione su fondo bagnato insieme agli effetti su fondo asciutto sono utili ed interessanti.
Nella pittura non procedete mai a pezzi: guardate prima tutto l’insieme da dipingere, fissando le linee più importanti, poi analizzate, e sviluppate in seguito i particolari.
L’acquerello ha bisogno di una di una piccola quantità di colore diluito con molta acqua così facendo si otterranno composizioni trasparenti , brillanti, uniche. ( Non rispettare le quantità si otterrebbero risultatati poco apprezzabile per un acquerello).
L’acquerello va sperimentato più volte senza mai abbattersi alle prime difficoltà. Non dobbiamo solo apprendere le tecniche o come posare il colore sulla carta ma anche come guardare realmente le cose, in una maniera se vogliamo più emozionale.
Un buon disegno potrà essere un chiaro indirizzo per un proficuo lavoro, usare i colori non rappresenta una grande difficoltà, non è così per il disegno. (Il senso del colore non si apprende al contrario del disegno che volendo si può imparare anche molto bene).
Monocromia: Anche l’acquerello monocromo, è una tecnica valida e costituisce un tipo d’esercitazione interessante in quanto nella sua semplicità, racchiude tutta una serie di problemi di base per risolvere i quali, l’impegno per acquisire quella scioltezza e quella capacità per rendere in modo corretto gli effetti di chiaro scuro è notevole.
Con l’acquerello monocromo molti artisti hanno prodotto opere molto belle, con preziosi effetti pittorici.
Policromia: L’acquerello policromo è allegro, solare, può anche dare un effetto contrario perché si possono usare molti colori, e con i colori è anche più facile rappresentare le nostre emozioni.