Prima ancora di usare i colori è bene fare esercizio disegnando, cominciando a copiare delle cose con forme a noi familiari, non sarà difficile trovare soggetti da copiare.
A casa ad esempio si possono predisporre delle composizioni con forme molto diverse tra loro, distribuendo gli oggetti in modo armonico, e non lasciate niente al caso, il lavoro di preparazione deve essere lungo e meticoloso, regolatevi di conseguenza e non siate frettolosi di iniziare a dipingere, quindi posizionate gli elementi fino a quando sarete soddisfatti cercando comunque di non inserire troppi particolari irrilevanti che possono distogliere l’attenzione dal resto, indebolendo il messaggio del disegno.
Questi esercizi preliminari vi sembreranno noiosi ma sono indispensabili.
Nella pittura domina incontrastato il fascino della luce, apice di un processo di ricerca evolutosi nel tempo L’importanza del chiaro scuro, l’effetto da profondità, produce nei corpi contrasto fra ombra e luce, bisogna creare il giusto rapporto in modo da rendere le forme nella dovuta potenza chiaroscurale.
Evitate che il vostro acquerello sia equamente diviso in tonalità chiare e scure o viceversa e che siano le une o le altre a prevalere e cercate di concentrare la luminosità in ampie zone del quadro, evitando di distribuire disordinatamente tocchi di diversa tonalità, altrimenti se il rapporto luci ombre è bilanciato l’immagine perde espressività.
Se volete creare un’atmosfera cupa fate predominare le ombre al contrario con atmosfere gioiose sia la luce a predominare.
L’insegnamento di Cèzanne, genio di tutta la pittura moderna. Nelle opere di Cèzanne, ogni cosa possiede la terza dimensione, compresi elementi così evanescenti come l’acqua, le nuvole e l’aria. Egli riusciva a dare tali effetti riducendo ogni cosa a un cilindro, un cubo, o una sfera.
La bellezza dell’acquerello è anche quel morbido diffondersi di colori che avremo solamente su carta umida, e l’acqua è la base di questa tecnica che con il colore si diffonde sulla carta. Provate facendo attenzione a non posare il colore su una superficie troppo umida o anche con un pennello intriso di acqua altrimenti i risultati non saranno soddisfacenti in quanto si possono formare macchie alquanto sgradevoli da vedere, che possono essere corrette chiaramente, ma rimane sempre un procedimento sbagliato.
Quindi lavoriamo con vigore, ripulendo o estendendo se necessario così da evitare brutte sorprese, e poi quando si lavora con eccessiva prudenza – e questo non vale solo per l’acquerello ma anche per altre tecniche pittoriche – si rischia di rendere il dipinto monotono, prevedibile.
Se una superficie è asciutta una volta che si è posato il colore è necessario che si asciughi prima di posare un altro colore, su una superficie umida i risultati cambiano in quanto i colori si fondono dando luogo ad atmosfere uniche, imprevedibili.
Per usare questa tecnica è necessario una carta spessa di buona qualità altrimenti c’è il rischio che si increspi e non avremo i risultati desiderati.
Se si desiderano degli spazi bianchi asportate il colore in eccesso, con un pennello asciutto o bagnato questo non importa l’importante è raggiungere il nostro scopo, più volte lo si passa più è visibile il bianco.
Nel dipingere su fondo bagnato usiamo colori chiari e poi quelli più scuri.
Ricordate che il colore quando è umido è più intenso e quando si asciuga schiarisce, quindi quando prepariamo i colori creiamoli un tantino più forti altrimenti saremo costretti a sovrapporli ed anche questo non è che non si possa fare - su fondo bagnato - ma perderebbe quella originalità che questa tecnica trasmette.
Bagnate la carta con l’aiuto di un pennello piatto va benissimo anche sintetico - numero 20 per esempio- abbastanza grande e aspettiamo che l’acqua evapori quasi del tutto, posiamo il colore precedentemente miscelato sulla superficie da trattare, in questo modo è più facile fare le sfumature osservando il colore che si espande velocemente dando origine ad una vera e propria metamorfosi, quanto più lo si estende più si schiarirà di tono. Quando si conosceranno le possibilità ed il fascino di questa tecnica, sarà più semplice inoltrarsi in procedimenti più complessi.
Un aspetto importante è la distribuzione logica della forma nello spazio, quindi si potrebbe cominciare col non dividere a metà il foglio con la linea dell’orizzonte e fate in modo che risulti o più in basso o più in alto.
“Affinché uno spazio diviso in parti disuguali risulti gradevole ed estetico, sarà necessario che tra la parte più piccola e quella più grande esista la stessa relazione che esiste tra quest’ultima e l’intero.”
Uno dei soggetti più apprezzati dagli acquerellisti sono le marine, in special modo quando ci sono quelle giornate con il cielo coperto da ammassi nuvolosi squarciati da luce vivissima, in questo caso commetteremmo un grave errore non esaltarne l’originalità. Mentre con un cielo uniforme senza alcun interesse si potrà far risaltare la parte in basso del quadro con soggetti che attirino il nostro interesse come ad esempio scogli, barche, vegetazione, e quant’altro. Il colore del mare come si sa è influenzato dai colori del cielo e che quindi ne rifletterà tutte le sue tonalità. Un cielo azzurro renderà l’acqua con sfumature azzurre o verde smeraldo mentre un cielo cupo nuvoloso influenzerà l’acqua con tonalità scure, fredde che andranno dal verde scuro al violaceo fino a raggiungere sfumature marroni, con all’estremità la spuma con un bianco candido. Luci ed ombre ed anche riflessi si susseguono costantemente creando sfumature uniche irripetibili. L’osservazione delle onde in movimento è indispensabile per poterle poi ritrarle cercando di renderle più veritiere con possibili giochi di luci ed ombre, se non riuscite subito nell’intento non disperate ma persistete seguendo sempre il vostro istinto.
Quando dipingete osservate il vostro soggetto da lavorare socchiudendo gli occhi cercando di coglierne l’essenzialità, evitando quelle cose meno interessanti che potrebbero disturbare la composizione, poche cose ma dipinte con spontaneità e immediatezza trasmetteranno sensazioni ed atmosfere particolari. I toni dell’acqua appaiono più caldi e luminosi in superficie se colpiti dalla luce, e più freddi e più scuri nella zona in ombra – ricordate che i colori caldi tendono ad emergere ed i freddi ad allontanarsi - giocando con i contrasti potete creare delle belle atmosfere. In primo luogo abbozziamo con la matita il tutto, dopodichè si posano i colori, anche in questo caso molto diluiti e man mano che il lavoro procede rafforzeremo i colori definendo meglio le forme. I colori in parte li abbiamo già menzionati e cioè il blu oltremare, il blu cobalto, il verde smeraldo mentre per il bianco ricordate sempre il bianco della carta, in quanto nell’acquerello questo colore non esiste e fate in modo di scegliere colori che si adattino più al vostro stato d’animo e all’armonia della composizione, piuttosto che colori che ne riproducano un’immagine esatta. Per ottenere una precisa prospettiva aerea disponiamo in primo piano i colori più intensi e più caldi mentre nei piani successivi colori gradatamente meno forti e più freddi. Quello che è in primo piano dovrà essere espresso nella loro totale evidenza mentre nei piani successivi le forme ed il chiaro scuro nonché i colori dovranno attenuarsi fino ad apparire tenui, sfogati. Se l’aria è serena e luminosa le forme ed i colori anche in lontananza saranno più nitidi mentre in una atmosfera più offuscata i colori le tinte andranno quasi a confondersi con il cielo.
Attraverso l’osservazione senza pretendere la realizzazione di una copia perfetta, per il cambiamento continuo del soggetto in questione, si deve procedere in fretta senza trascurare la spontaneità.
La cura e l’attenzione per il controllo dei tempi di asciugatura sono importanti, anche se in questo soggetto è possibile combinare le due tecniche: gli effetti di fusione su fondo bagnato insieme agli effetti su fondo asciutto ci aiuteranno a dare al lavoro da eseguire profondità e volume.
Inumidite tutta la parte che intendete riservare al cielo lasciando delle zone bianche che riserverete alle nuvole, la mancanza di umidità in questi spazi ci consentirà di proteggere il bianco in quanto il colore si espanderà solo sulla parte bagnata, proseguiamo colorando la parte umida con una velatura trasparente di blu e poi ancora – se volete togliere il colore in eccesso o aprire delle zone bianche potete farlo asportandolo con un pennello umido o con una spugna ben sgocciolata sul colore ancora umido – fino ad ottenere la tonalità desiderata.
Le nuvole sono più piccole con tonalità più fredde man mano che la distanza aumenta fino a che si confondono all’orizzonte, questo anche a causa della prospettiva atmosferica che aumenta la sensazione di profondità a causa del vapore acqueo sospeso nell’aria, mentre le nuvole a noi più vicine dipingiamole più grandi e definite con il cielo con tonalità d’azzurro più calde.
Evidenzieremo il contorno delle nuvole bagnando prima e poi ripassandoci con un blu di prussia oppure un blu cobalto ed in alcuni tratti aggiungendo un terra di siena, per creare una tonalità di grigio, - ammorbidiamo ogni tanto l’eccessiva precisione del loro contorno facendo penetrare il colore all’interno delle nuvole - siate rapidi e leggeri nei vostri gesti in quanto il lavoro potrebbe diventare statico, e privo di atmosfera, anche per dare leggerezza e diversità all’insieme.
Ricordate che la luminosità è molto importante ed il rapporto chiaro scuro esercita una forte influenza sull’impatto emozionale dell’acquerello.
All’interno possiamo creare toni di grigio differenti caldi e freddi tralasciando degli spazi bianchi che aiuteranno a non appiattire l’acquerello – limitate l’uso di colori opachi come i marroni per esempio o il giallo ocra in quanto tendono a opacizzare – decisivi contrasti chiaroscurali conferiscono all’insieme una notevole intensità.
Essendo le nuvole tridimensionali in esse esistono distinte sfumature di luce e di ombra, se vogliamo creare un’atmosfera minacciosa di un temporale utilizzeremo delle tonalità cupe con molti grigi, mentre un cielo nuvoloso con squarci di sole prevarranno sfumature colorate con giallo ed arancione.
Unendo colori opposti otterremo i grigi, variando le proporzioni avremo varie tonalità:
alcuni esempi sono: blu oltremare e terra di siena bruciata, terra di siena bruciata e blu cobalto, il blu cobalto e rosso, indaco e rosso chiaro, blu cobalto e rosso chiaro.
L’acquerello è adattissimo per dipingere i riflessi nell’acqua in primis per la sua alta componente acquosa che li rende molto simili, e poi ancora per la sua fluidità e trasparenza che lo rendono unico.
Tema interessante ed una volta acquisita l’esperienza necessaria diverrà un tema ricorrente per i vostri acquerelli.
In primo luogo si deve osservare attentamente quello che a noi interessa escludendo ciò che potrebbe disturbare la nostra visione, una eccessiva quantità di cose distrarrebbe l’attenzione e non susciterebbe nessuna emozione.
Il disegno è semplice si basa su qualche accenno, ed una volta risolto il lavoro iniziale si passa al colore, si può iniziare con un blu molto diluito lasciando se necessario delle ampie zone ancor più trasparenti, in seguito dipingeremo gli alberi e la riva, poi si daranno delle lunghe pennellate orizzontalmente con lo stesso colore degli alberi e poi ancora con un terra di siena dipingeremo la riva, il colore diverrà più scuro man mano che ci avvicineremo alla riva insieme alla parte del riflesso, quando il riflesso andrà scemando le pennellate devono essere a zigzag e più sottili.
In questa fase lo schizzo è importante così da poter stabilire le zone nell’acqua da lasciare luminose.
I colori più scuri devono essere sovrapposti a quelli più chiari.
Le pennellate devono essere rapide e seguire le forme dell’increspature.
Solo dopo aver colorato tutto il corso dell’acqua si possono applicare le ombreggiature che rifiniscono il quadro, le ombre sono definite da un aumento dell’intensità dei toni, la sintesi delle forme facilità notevolmente il lavoro che stiamo attuando ed è necessario programmare le diverse zone di luce.
I riflessi devono essere eseguiti su fondo completamente asciutto per evitare che il colore si diffonda.
Sull’acqua calma i riflessi sono pari a quelli di uno specchio, mentre sull’acqua increspata le immagini riflesse sono frammentate e anche più lunghe che nella realtà.
Se volete dare al vostro lavoro maggiore espressività è importante che mettiate una grande energia nei vostri tocchi di pennello.
Il paesaggio è senza dubbio uno dei temi più interessanti da svolgere con l’acquerello nonostante le difficoltà rispetto alle altre tecniche - come la natura morta ad esempio per l’estremo rigore delle proporzioni e della composizione - permette una maggiore libertà nella tecnica e nei colori.
Spesso osservando un paesaggio da ritrarre ci appare bellissimo, perfetto ci da emozioni mentre riprodotto non dà lo stesso effetto ed è meno emozionale quindi è opportuno lavorarci sopra riequilibrando, se è necessario anche eliminando, o aggiungendo, alcuni elementi per ricreare un’immagine equilibrata.
In primo luogo si disegnano gli elementi più importanti del paesaggio con diversi gradi di precisione.
Cominciate a dipingere la parte superiore con tratti di lavatura blu, quando la zona del cielo si sta per asciugare nella linea dell’orizzonte si aggiunge un rosso carminio con il blu, oppure un blu con il marrone e si prepara lo sfondo. Una volta asciugato si esegue una lavatura su tutta la zona corrispondente al terreno, le pennellate devono essere lunghe e devono suggerire la prospettiva del terreno.
Una volta abbozzato il tutto si passa ai particolari e quindi la zona più vicina si dipinge su fondo asciutto con colori caldi e definiti anche nei particolari, - dipingendo un elemento in primo piano avremo a colpo d’occhio la sensazione della distanza che lo separa da quelli che si trovano nei piani successivi o comunque più lontani, ci deve essere un elemento che attiri il nostro sguardo, che assuma il ruolo principale del quadro - seguito da forme e colori più freddi e più sfogati dovuti alla frapposizione atmosferica, fino a raggiungere l’orizzonte dove sarà completamente sfogato. Nella pittura ad acquerello si devono stendere i colori secondo un ordine, si dipingono prima i toni più chiari e sopra quelli più scuri, quando si vuole dipingere con colori puri senza che si fondano con i precedenti è importante rispettare i tempi di asciugatura.
Il lavoro che rimane mira ad aumentare i contrasti del paesaggio.
Controllando la fusione dei toni si otterrà un giusto effetto di volume. Un fattore non trascurabile è il grado di umidità del colore che insieme all’esperienza dell’autore determinerà un adeguato controllo della fusione. Quindi è necessario non aver fretta e dar modo che il chiaro scuro di un colore sull’altro si possa fondere autonomamente, altrimenti possiamo intervenire accompagnando il processo con un pennello, dosando il grado di umidità. Questa tecnica si può applicare a tutti gli oggetti e con tutti i colori, dipingendo sempre tonalità chiare e dopo quelle più scure, e precisamente prima un colore molto trasparente e su questo un tono più scuro posandoli delicatamente via via con tonalità sempre più intense. Per ottenere ciò senza perdere il controllo del mezzo pittorico è necessario la pratica e la costanza. Certamente agli inizi si è sempre un tantino rigidi quando si dipinge proprio perché non si è ancora assimilato quella esperienza indispensabile che ci permette di lavorare con più disinvoltura.
Date priorità a pigmenti chiari, trasparenti, che ci aiutino a raggiungere il nostro obbiettivo, e cioè quella luminosità indispensabile affinchè il lavoro non si appesantisca. Desideriamo acquerelli con sfumature molto leggere, fate in modo di fare molta attenzione alla quantità di colore da raccogliere sul pennello, mescolando i colori sulla tavolozza prima di stenderli, trascurando nella maggior parte dei casi i particolari, dando priorità alle sfumature e alle zone di luce.
In ultima analisi posso dire che la nostra ispirazione ed il soggetto da dipingere sono importanti, certamente, ma ancora più importante per il risultato finale, è lo stato d’animo che abbiamo in quel momento.
Per cominciare con una matita tracciamo le forme più importanti, poi si passa una velatura leggera con dei colori trasparenti su tutta la superficie del foglio, dopodichè con decisione si cominciano ad evidenziare con colori più scuri le forme tracciate. Teniamo a mente il gioco del chiaro scuro o della provenienza della luce in quanto se la luce colpisce frontalmente un oggetto, tende ad appiattire le forme, ed è quindi preferibile nel posizionare gli oggetti fare in modo che la luce li colpisca lateralmente, questo contribuirà a dare alle forme volume con particolari valori tonali, il senso della pennellata deve seguire la forma dell’oggetto, trascinando e unendo il colore già sfumato, per evidenziarne ancora di più la parte in luce si può anche passare il pennello umido e pulito dalla parte più luminosa dell’oggetto asportandone il colore in eccesso.
La gradazione dei colori si ottiene progressivamente con toni più scuri dello stesso colore. Aumentando il contrasto delle ombre, i riflessi appariranno più marcati e il volume più tangibile. Per concludere sullo sfondo colorato precedentemente con un leggero strato di colore si possono creare intorno agli oggetti delle velature trasparenti come delle ombre proiettate che danno profondità e fanno emergere le forme, o tratteggiare con linee discontinue gli oggetti in questione lasciando che le forme leghino tra loro dando movimento e respiro a tutto l’insieme.
E’ importante comporre una natura morta in modo che ogni cosa contribuisca a creare il disegno nell’insieme, ed ogni cosa è posizionata in modo da portare lo sguardo in una visione completa.
Ricordate che gli spazi sono importanti come se fossero oggetti e sono parte integrante nel suo complesso.
Troppo spesso le decisioni compositive vengono prese senza avere valutato tutte le altre possibilità e questo è sbagliato perchè il dipinto apparirà privo di interesse . Sperimentate punti di vista alternativi, è l’unicità del vostro punto di vista che costituirà l’interesse del dipinto.
Bagnando la carta prima di lavorare è più facile fare le sfumature anche se è più difficile dominare il colore.
La lavatura sfumata è semplice: si tratta di prendere un colore con il pennello umido e posarlo sulla carta e poi stendendolo con altra acqua per sfumarlo, ripetendo l’operazione il colore diventa sempre più trasparente fino a fondersi con il bianco della carta .
Si può utilizzare questa tecnica anche per dare profondità al disegno come accennavamo precedentemente con il chiaro scuro.
Queste operazioni si possono attuare sia su carta bagnata o con fondo a secco, i risultati saranno molto diversi tra loro, aggiungendo meno acqua meno brillante sarà il colore.
L’utilizzo di questa tecnica ci permette di ottenere diversi toni con un solo colore a seconda della quantità di acqua che useremo in aggiunta, ricordando di non usare il colore direttamente dal tubetto, potrebbe rivelarsi troppo denso e otterremo un tono opaco non in linea con questo tipo di tecnica. E’ consigliabile lavorare su un fondo umido non esagerando con il colore.
Quindi raccogliamo il colore e poniamolo in uno scomparto aggiungiamo qualche goccia di acqua per diluirlo ( personalmente uso per praticità un contagocce) poi si posa il colore sulla zona da trattare e si sfuma, quanto più lo si estende più il colore si schiarirà ulteriormente.
Anche in questo caso la grana insieme alla qualità della carta ha la sua importanza, per conoscerne le caratteristiche è consigliabile a mio parere usare carte diverse, e poi scegliere il tipo più adatto alle nostre esigenze.